martedì 28 febbraio 2012

Tempo per me

Ultimamente mi prendo cura di me, e devo dire che era proprio ora!

Vado a farmi i massaggini linfodrenanti che mi stanno aiutando tantissimo, mi sono iscritta in palestra, esco con le amiche, mi curo la pelle, mi rilasso a casa senza correre sempre di qua e di là, ho fatto un po' do shopping, cerco di avere più cura nel trucco... Inizio davvero a sentirmi bene!

Non ho fatto mai troppo per me, ho quasi sempre pensato prima a far star bene le altre persone e sono anni ormai che non mi prendevo più cura di me, mi ero persa...
Ma ora sto tornando e non voglio più trascurarmi, perché merito di star bene anch'io e di coccolarmi senza più dimenticare chi sono.

sabato 4 febbraio 2012

Trieste e la sua Bora

Chi non nasce a Trieste non potrà mai abituarsi a una cosa: la Bora.

Non c'è d'abituarsi solamente a un gelido vento che soffia costante e alle sue raffiche anche fino a 140 Km/h, noo, bisogna abituarsi a molto di più.

Bisogna abituarsi a sentisi come improvvisamenti avvolti da una mano enorme che ti spinge con prepotenza dove vuole, a qualcosa che si insinua comunque sotto al giubotto nonostante tu sia incappucciato e dotato di sciarpa e guanti.
A rumori che definirei terrificanti: il rumore della Bora che s'insinua sotto alle scine delle tende nel terrazzo, che fa sbattere gli scuri e le tapparelle, che fa tintinnare le aste delle bandiere, che si incanala nei vicoli creando un effetto sonoro degno di un film horror...

Alla moria di moto, scooter e motorini stesi lungo le strade e i marciapiedi, tutti rigorosamente stesi dallo stesso lato, come se qualcuno si fosse divertito a buttarli giù come si fa con le tessere del domino. All'abitudine di pensare dove posteggiare l'auto perchè potreste metterla a favore di vento non riusendo ad evitare che si spalanchi e sbatta sull'auto accanto o potreste metterla a sfavore di vento ed in quel caso non riuscireste mai ad aprirla.

Ai cassonetti dell'immondizia che vivono il loro momento di gloria girovagando per le strade, o ribaltandosi nelle strade.
Agli alberi, ai rami, ai cornicioni, ai cartelli stradali e ai semafori che più o meno ricevono lo stesso trattamento.
Alle terrazze che anch'esse vengono spazzate e non ritroverete mai più quello che è volato via perchè vi siete dimenticati di legarlo.

Agl'ombrelli che diventano improvvisamente oggetti inutili, girandosi al contrario con la prima raffica un pò più forte e che rotti volano via e si spargono per le strade, e a quelli rotti e che senza scappare dal propietario vengono civilmente riposti nei cestini delle strade che diventano colorati all'istante





Tutto questo è Trieste con la sua Bora, a cui tutti noi triestini, nonostate tutto, non possiamo rinunciare e non possiamo non amare e che rende la mia città la più bella al mondo.