Improvvisata su due piedi una
gita fuoriporta con le mie colleghe il venerì in ufficio poco prima di finire la giornata.
Ci sentiamo ieri mattina vi cellulare e, dopo un quasi-rapito scmbio di sms, organizziamo di andare alle terme e di trovarci tutte quante alle 14. Messe in piazza le proposte, rapidamente scegliamo: si va a Portorose
(per chi non conoscesse le zone qui, Portorose si trova in Slovenia, poco dopo Capodistria a mezz'ora da Trieste
) dove c'è tutto un percorso di saune.
Arrivate per le 14.40, dopo aver posteggiato la macchina, entriamo. L'atrio è molto grande, areoso, tutto bianco ed essenziale -molto zen devo dire-, fresco di un restauro fatto con gusto, attenzione e senza risparmio. Ci rechiamo a fare il biglietto, anzi, per meglio dire le tessere
(ormai non esistono più i biglietti
) dopo aver valutato le varie proposte. Io e Lara abbiamo scelto di fare le quattro ore di piscine + il percorso saune, mentre Daniela ed Elisa quattro ore di piscine.
Bellissime le piscine e dopo un'ora e mezza di bolle, acque calde, cascate e coppiette felici da affogare, io e Lara decidaimo di iniziare il percorso saune
: c'incamminiamo.
Prima di tutto:
Io:- Lara dove sono le saune?
Lara:- Non so, saranno là
Io:- Lassù?
Lara:- Credo, c'è gente che va su di là
C'era una scalinata che saliva verso fuori dietro a delle porte scorrevoli davanti a una vasca da 20cm per i piedi. Mentre un tizio faceva l'equilibrista sulla soglia per chissa quale motivo non bagnarsi i piedi, arrivaimo davanti alle porte che si aprono e una ventata di aria tendente al fresco frigo ci avvolge.
Io:- No Lara, lassù ne vien un colpo
Lara:- No, lì c'è la terrazza, sarà qua
Io:- Si sarà là, ci sono anche i girelli per la tessera magnetica
Lara:- Si si, proviamo
Passiamo e ci troviamo in un corridoietto infimo con quattro porte
: due erano riservate e due avevano scritto sauna con un simbolo dell'appendino. Ma quale delle due aprire
?Io:- Ma dove xe le saune?
Lara:- Non so, là? No la xe la reception
Io:- No, non xe el caso de trovarse in reception in mutande
Lara:- Ma sara qua.. boh senti, proviamo
Apre la porta ed eccolo
... era lo spogliatoio della sauna -come si poteva intuire dal simbolo fuori della porta-. Un'uleriore porta e dall'altra parte una specie di Eden dove tanti Adamo ed Eva
senza foglie di fico, ma con dei teli bianchi appoggiati talvolta in posti tattici, gongolavano tra il caldo dell'aria, l'idromassaggio e le sdraio. Noi entrate fermamente in costume e tornare subito al spogliatoio per, ahimè denudarci e tornare alle origini, dopo occhiate strane al vederci vestite. Impavida Lara si spoglia, io invece cercavo una maniera tattica per nascondermi e
"cambiarmi
": stendo il telo che mi hanno dato e
... mazza chaimalo telo, era un lenzuolo matrimoniale, l'ho dovuto piegare in quattro per cercare di non sembrare un involtino primavera. Fatto vestita. Came one.
Andiamo alla scoperta del piano terra, e si cè n'erano due, e cerchiamo di capire tutte le varie porte con le scritte fuori a che sauna corrispondevano. Scopriamo, ma in realtà lo sapevamo, che prima di entrare in sauna bisogna farsi la doccia e vediamo tanti
"culi
", scusate la frase
-e oserei dire neanche troppo sodi
-, che appoggiato il lenzuolo all'attacapanni se ne vanno in doccia.
Io:- io vado in doccia con il lenzuolo
Lara:- Francy, con
nonchalance entriamo nella doccia con il lenzuolo.
Entriamo. La doccia era come un 6, per cui entravi alla vista di tutti, ma poi eri nascosta. Tre manopole e quattro spine per l'acqua
... mmm quale corrisponde a quale? Premiamo una
... ovviamente quello dell'acqua fredda... c'inzuppiamo, io divento un involtino primavera appena uscito dalla frittura, non riuscivo più a muovermi da tanto avevo appicicato addosso il lenzuolo.
Lara:- senti non si può con il lenzuolo. Con
nonchalance lo togliamo e non ci guarda nessuno.
Io:- neanche morta
Infine ho dato il lenzuolo a Lara, ho fato una semi doccia e poi come una brava massaia che ha lavato i panni cercavo di strizzare il più possibile sto benedetto telo.
Per il resto è stato un susseguirsi di entrate e uscite in saune diverse sempre, però, con
nonchalance: kromoterapia, sauna araba, turca, tiepidarium, marina -dove fare lo scrub al corpo con il sale grosso, la sauna classica -dove sono andata sola perchè Lara non se la sentiva- e tante altre. C'era anche la grotta del gelo, dove ero convinta di entrare dopo aver fatto la sauna... ho aperto la porta... mi è arrivata addoso una ventata di aria
polare... e l'ho richiusa immediatamente... pazzi! Altro che aumentare le difese immunitarie, mi viene un colpo istantaneo. Non sono riuscita a fare la sauna filandese, con tanto di cadino di legno che, se tiravi l'apposita catenella -tipo water-, si capovolgeva versando acqua gelata... sarà per la prossima volta, ero appena uscita dall'altra sauna, non potevo fare quella da 100° e poi non me la sentivo.
Quello che abbiamo fatto tantissimo è stato il percorso di rifflessologia plantare
: quattro vasche divise in cui c'erano quattro tipi di sassi di grandezze diverse dalla più grande alla più piccola.
Stanche morte ma rilassattissime e, almeno da parte mia, con la volglia immensa si un costume da mettere addosso!
Torniamo alle piscine e trovaimo Elisa e Daniela dove le avevamo lasciate e cioè nella vasca da 37°, a mollo come due
gnocchi che aspettano la cottura. Ancora una mezz'oretta di picina e poi via verso casa: rilassate, pulite, massaggiate e
affamate!!
La mia estasi da rilassamento teme è durata poco, visto che alle 20.30 avevo la partita della Triestina in Coppa Italia che giocava con l'atalanta. O dentro o fuori. Per dovere di cronaca: perdevamo 1 a 0 all'penultimo minuto di recupero... abbiamo segnato, siamo andati ai supplenentari e abbiamo
vinto 3 a 2!! Evviva!! Una giusta conclusione di giornata!!